L’uomo moderno è in crisi. È privo di un fine più grande di sé. Gli manca un grande sogno a cui aspirare. Senza dio né ideologia, è rinchiuso nella gabbia dell'individuo, in eterna competizione con se stesso e con gli altri nel perseguire un fine, spesso puramente materiale, che non lo appaga affatto. In altre parole, l’uomo è intrappolato nella costante ricerca dell’affermazione personale, senza però mai risultarne pienamente soddisfatto. Immaginare uno scopo più alto cui tendere ed indirizzare il desiderio umano significa, nella sostanza, ripensare l’uomo. È chiaro: non crediamo di poter riuscire in un’impresa del genere in questa sede. Tuttavia, vogliamo riportare al centro del dibattito pubblico ciò che da anni vi è scomparso: l’analisi non soltanto dei singoli temi di attualità politica, ma delle strutture fondanti della realtà economica, culturale ed esistenziale del nostro tempo. Fare questo richiede di astrarsi dalle contingenze politiche del momento e riflettere: prendere una pausa.
Una democrazia senza un buon sistema d’informazione è destinata ad ammalarsi. Perciò, è nostro dovere allontanarci dalla politica e dalla stampa attuali: il loro metodo superficiale di trattare la vita pubblica ne ha annacquato e viziato il dibattito. Questo è il nostro grande obiettivo: costruire un centro di discussione politica attiva e profonda. Noi vogliamo trattare i singoli temi del dibattito pubblico a partire dalle loro radici e strutture più essenziali, senza fermarci alla superficie, alla singola notizia, allo spot e allo slogan. In altre parole, noi vogliamo essere un laboratorio di pensiero politico, non un notiziario. Non ci limiteremo a commentare i singoli avvenimenti, ma fabbricheremo una vera e propria teoria politica. Costruiremo volta per volta un’idea ed un piano di riforma scolastica, sanitaria, migratoria e non solo. Questo significa un’analisi su diversi livelli: prima di tutto ideologica (la direzione astratta), poi politica (la direzione concreta) ed infine normativa (la traduzione pratica). La nostra promessa è di non essere un megafono per opinioni preconfezionate, ma uno spazio indipendente dove le idee possano essere costruite dalla base con razionalità e chiarezza: un cantiere.
L’azione senza il pensiero è cieca. Il pensiero senza l’azione è zoppo. Oscilliamo tra dichiarazioni vaghe e polarizzate, ma vuote di contenuto reale, ed una chiamata al solo pragmatismo, ma privo di una meta ideologica. Siamo diventati spettatori di una commedia senza regista. Noi crediamo nella riscoperta del pensiero come guida e forza motrice di cambiamento. Ma non basta: rinchiusi nel castello dell’astratta metafisica, isolati dall'opinione pubblica e dalla comunità, ci condanniamo all’immobilismo. Azione in democrazia significa libertà. Significa partecipazione. Il pensiero, finché è condiviso da pochi, rimane vincolato nei fogli di carta in cui è formulato. Solo attraverso la partecipazione collettiva il pensiero può prendere vita. Quella che noi auspichiamo non è una rivoluzione di merito, per un obiettivo specifico. È una rivoluzione di metodo, per un modo diverso di fare politica. Una politica di pensiero e di ragione: è questa la nostra speranza.